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Chiaiano, autocompattaore giallo, emergenza rifiuti, Napoli, Italia, discarica di Chiaiano, riTerzigno: gli europarlamentari trovano i rifiuti tossici
La delegazione della Commissione Petizioni del Parlamento Europeo in visita in Campania
pubblicato da Terra

1 maggio 10 - Roma

scritto da Cecilia Anesi e Giulio Rubino


Per primi sono arrivati i cittadini. Gian dalla mattina gli abitanti dei paesi Vesuviani sono saliti di nuovo di fronte alla discarica di località Pozzelle, a Terzigno, ad attendere i parlamentari della commissione petizioni del Parlamento Europeo, al loro secondo giorno di missione investigativa in Campania.

Judith A.Merkies, Peter Jahr, Margarete Auken, Erminia Mazzoni, Crescenzio Rivellini, Andrea Cozzolino e Vincenzo Iovine sono gli euro-deputati incaricati di constatare ed eventualmente confermare le accuse fatte dai cittadini campani, che hanno denunciato le innumerevoli irregolarità e i gravi rischi per la salute che la “fine” dell'emergenza rifiuti ha lasciato come ferite aperte sulla loro terra. 
Terzigno è uno dei luoghi più simbolici della devastazione in atto in quelle terre: situata nel parco nazionale del Vesuvio, proprio sulle pendici della montagna, esala il suo odore nauseante nel mezzo delle vigne del Lacrima Christi, ed è diventato la casa di grandi stormi di gabbiani,  affamati dei rifiuti dell'uomo. 
I Parlamentari vengono accolti in una spoglia piazza di cemento, a cento metri dal cratere della discarica. A fare da cicerone c'è Giovanni Perillo, direttore tecnico della società provinciale di gestione rifiuti. 
Le domande della commissione sono molte, stimolate dai documenti consegnati dai cittadini ai delegati: che tipo di rifiuti arrivano in questa discarica? Come viene controllata la sicurezza delle acque e terreni circostanti?  
“Qui arrivano rifiuti solidi urbani, e rifiuti vagliati dagli impianti di produzione STIR (Ex CDR, combustibile derivato da rifiuti, che è stato rinominato una volta dimostrato non a norma ndr)” spiega tranquillamente Perillo. “ma mai rifiuti industriali. Il rifiuto urbano viene scaricato in questa piazza e vagliato prima di essere conferito in discarica” 
“Restano due domande” incalza Judith A. Merkies, capo della delegazione, “come vagliate i rifiuti? Come separate il materiale tossico?” 
“La separazione viene fatta qui” asserisce Perillo, “a vista.” 

Appena i traduttori della commissione finiscono quest'ultima frase l'incredulità si dipinge sul volto dei parlamentari. “Come fate a vedere i materiali tossici?” chiede la Merkies, subito prima di scendere fra le ruspe al lavoro, per osservare con i suoi occhi. 

I delegati sono vestiti per una passeggiata urbana, una di loro porta addirittura i sandali, sorpresa dalla giornata quasi estiva, eppure nessuno esita ad inoltrarsi in mezzo a quel tanfo opprimente. Scavano di persona, con le mani, fra i rifiuti più recenti. Ad un certo punto Judith Merkies solleva un fusto vuoto di plastica, sul fianco ci sono chiari simboli che lo denotano come contenente materiale corrosivo e tossico. Vengono ritrovate bottiglie di oli lubrificanti, fili elettrici, tutti materiali che non corrispondono affatto a quelli che Perillo aveva appena indicato, e fanno riflettere  sulla qualità della gestione di quel sito. 
A solo cento metri da questa discarica, si trova la gigantesca cava Vitiello, già designata come prossima discarica della Campania. Il pensiero di vedere anche questa riempita di rifiuti, mentre tutti hanno ancora in mente l'immagine di quella già quasi piena è spaventoso.

Eppure lo stesso Cozzolino solo il giorno prima, aveva detto che senza la cava Vitiello rimane solo un anno di autonomia per smaltire i rifiuti, e sarà di nuovo emergenza.

 

 

 

Tra le discariche a rischio la liberta' di stampa

Lo dichiarano gli europarlamentari esteri della delegazione Europea

La “Fact finding Mission”  alla lettera “missione per reperire i fatti” che il Parlamento Europeo ha inviato dal 28 al 30 Aprile in Campania, è la risposta alle petizioni fatte dal 2004 al 2008 dai cittadini riguardo alla gestione dell'emergenza rifiuti.
Sotto accusa sono molti dei siti che sono stati attivati negli anni come risposta alle crisi.
Gli effettivi reati saranno noti solo alla fine del lavoro della delegazione, eppure già alla conclusione della prima giornata gli euro-parlamentari hanno denunciato due fatti molto gravi: la carenza di dialogo con i cittadini e la carenza di diritto di cronaca, pilastri basilari della democrazia.
Per tutta la prima giornata infatti, la protezione civile e l'esercito hanno unito le forze per tenere ogni giornalista fuori tanto dai tavoli delle riunioni quanto dai siti oggetto di visita, nonostante Bruxelles ne avesse autorizzato alcuni a seguire l’intera missione.
L’addetto stampa della protezione civile, Roberto Forina, ha dichiarato: “Non sta ai Parlamentari Europei decidere chi può entrare nei siti militari. Qui il padrone di casa sono io.”
A Chiaiano i parlamentari vengono fatti entrare da un ingresso secondario per evitare la manifestazione e i giornalisti. Inizia a piovere. I manifestanti si ritirano. L’acqua scorre sulle telecamere e sulle facce dei carabinieri messi a difesa del divieto di cronaca. Nel frattempo i parlamentari e i sindaci locali (manca il sindaco di Napoli) protestano per la cosa, chiusi in una baracca.
La stessa scena si ripete più  tardi di fronte all'inceneritore di Acerra: in piedi, fuori, aspettano giornalisti e comitati, mentre Antonio Bonanno, di A2A, illustra per oltre due ore il buon funzionamento dell'impianto.
“I media dovrebbero essere gli occhi e le orecchie della società” dichiarano contrariati i delegati “questi fatti andranno nel nostro rapporto”. Del resto, se tutto è fatto secondo legge, perché tanto impegno a tener fuori la stampa?