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30 dicembre 2009 - Napoli Chiaiano, autocompattaore giallo, emergenza rifiuti, Napoli, Italia, discarica di Chiaiano, rifiuti radioattivi, SIET La fine dell'emergenza rifiuti. Una eco-balla? editoriale di Cecilia Anesi
Il 17 dicembre 2009 Bertolaso, Commissario all’Emergenza Rifiuti in Campania, ha dichiarato finita l’emergenza. Ma l’emergenza non era gia finita a luglio 2008, quando il primo ministro Berlusconi, con un sorriso più smagliante che mai, aveva dato il benvenuto al ritorno di Napoli in Occidente? Forse l’emergenza non è finita nemmeno lo scorso 17 dicembre. Proprio pochi giorni dopo, il 22 dicembre, ci ha pensato il procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, a chiarirlo, dichiarando in un’intervista all’emittente Lunaset che non solo l’emergenza non è finita ma anche che “non è più tempo di discariche”. Eppure proprio oggi è stata fatta una conferenza di servizi a Palazzo Salerno (NP), sede del Commissariato all’Emergenza Rifiuti, per dare il via ai lavori che renderanno la cava Vitiello, nel comune di Terzigno, alle falde del Vesuvio, e più precisamente all’interno del Parco Nazionale del Vesuvio, una megadiscarica pronta ad ingurgitare rifiuti per almeno altri quattro anni. “Quattro anni di gestione tranquilla” quelli promessi da Bertolaso ai giornalisti che hanno avuto l’onore di avere preso parte allo ‘spazzatour’ organizzato dal Commissariato per il 18 novembre. Ma come, l’emergenza non era risolta? Perché si prevedono solo quattro anni di gestione tranquilla? Se il governo Berlusconi, sulle orme del precedente governo Prodi, è riuscito a costruire un ciclo di rifiuti funzionante in Campania, che si basi sulla differenziazione e riduzione del rifiuto a monte, perché si prevedono solo quattro anni di gestione tranquilla? La verità è, e il Capo della Protezione Civile lo sa meglio di chiunque altro, che quei quattro anni possono venire garantiti solo dall’apertura di una nuova megadiscarica. Perché dall’ultima crisi rifiuti, se cosi si può chiamare il picco di due anni fa di una situazione emergenziale che dura da 15 anni, non è stato fatto nulla, nulla ne per implementare l'ormai obsoleto piano Rastrelli, ne per proporne uno nuovo e migliore, ne per risolvere, davvero e una volta per tutte, la crisi stessa. Perché? Perché la “monezza è oro”. Ci guadagna la Protezione Civile Spa, che vive di emergenze.
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