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wasteemergency.com e’ una piattaforma web che ospita il progetto per un documentario sulle emergenze rifiuti in Italia.

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Siamo in Campania, nell’area del Napoletano. É l’estate del 2009, poco più di un anno dall’esplosione dell’ultima tragica crisi dei rifiuti. Le emergenze si accavallano e si ripetono dal 1994, e i vari governi, di destra e di sinistra, hanno dimostrato di non essere in grado di risolverle.

A Marzo 2008 l’accumulo d’immondizia per le strade del centro storico di Napoli aveva causato una tale rabbia tra i cittadini da contribuire alla caduta del governo di centro sinistra di Prodi. Berlusconi solleva la questione in campagna elettorale e alla sua elezione ‘risolve’ il problema bruciando in inceneritori nazionali ed esteri parte dell’immondizia e nascondendone il resto. Lontano dagli occhi, lontano dal cuore.

Ma se finalmente si può passeggiare tra le eleganti strade della Napoli borbonica senza inciampare tra i sacchetti neri, lo sfortunato hinterland soffre le conseguenze dell’affrettata soluzione.

Quando scoppiano le proteste, su tutti i giornali e talk show televisivi i politici accusano i manifestanti di essere ‘il popolo del No’, di essere manovrati dalla Camorra e chiedono: preferivate i sacchetti per strada?

 

No, dicono i cittadini, preferiremmo una gestione diversa dei rifiuti. Vorremmo la raccolta differenziata porta a porta come la fa il Consorzio Priula a Treviso o la raccolta differenziata ‘porta a porta globale’ ad Agropoli nel Cilento (Campania) e vorremmo tutte le alternative possibili alla combustione dei rifiuti e allo smaltimento in discarica. Il che infondo, significherebbe soltanto rispettare le normative europee.

Ma in Italia, da qualche anno, vige la ‘legge’ dei fuorilegge. Si fa tutto in deroga, giustificandolo con lo ‘stato di emergenza’.

Discariche ed inceneritori sono adesso aree d’interesse strategico nazionale, protette da contingenti militari e da segreto di stato, rendendo impossibile per i cittadini appurare i rischi per l’ambiente e per la salute.

Ma la gente tutto intorno muore, e la relazione tra l’inquinamento ambientale e l’incidenza di tumori e malformazioni congenite é testimoniata da un numero sempre maggiore di studi nazionali ed internazionali. I roghi tossici della ‘terra dei fuochi’ continuano indisturbati, mentre i militari vengono messi a ‘proteggere’ i rifiuti dai cittadini, invece che i cittadini dai rifiuti.

 

Le battaglie civili, le speranze e i tentativi di rompere il muro autoritario che il governo ha imposto, gli appelli di scienziati, medici, avvocati ed il grande valore della coscienza civile, democratica e ambientale che é fiorita di fronte agli abusi commessi ci ha ispirato nel voler dare vita a questo progetto di documentario.

Fino al completamento del nostro film terremo aggiornata questa piattaforma con news, filmati e commenti sull’argomento.
“A futura memoria, se la memoria ha un futuro”. (L. Sciascia)








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