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Fuori le ecomafie
Prima vittoria dei sindacati, il commissariato decide di salvare i duemila dipendenti pubblici e promette meno spazio alle ditte private nella gestione del ciclo dei rifiuti in Campania
30 settembre 09 - Napoli

 

testo di Giulio Rubino e Cecilia Anesi

Sono le 10 e mezza quando i rappresentanti sindacali escono finalmente dalla riunione a palazzo Salerno, frutto dello sciopero cominciato lunedì, che li ha visti incontrare i vertici del sottosegretariato di stato impegnato nella gestione dell'emergenza rifiuti a Napoli.
Mancano solo tre mesi alla fine del decreto commissariale, e i problemi di questa terra martoriata sono ben lontani dall'essere risolti.

Vincenzo Guidotti, portavoce delle sigle Rdb, Slai Cobas, Sindacato Azzurro, UAP, CESIL, CONFSAL, è visibilmente provato dalle contrattazioni, ma deve subito dare risposta alla piccola folla che attende pazientemente di scoprire cosa riserva loro il futuro.

Dalle nove di questa mattina sono rimasti qui di fronte, con la tensione che lentamente si accumula nei loro volti. Per scaricarla parlano fra loro: raccontano di come nei quasi dieci anni dalla loro regolare assunzione come dipendenti pubblici abbiano visto i loro contratti perdere progressivamente di valore. Di come i consorzi abbiano spesso appaltato ad aziende private il lavoro, aziende che si portavano dietro dipendenti protetti da amicizie e parentele, che magicamente ottenevano contratti di livello superiore, mentre loro venivano costretti all'inattività.

A Caserta (consorzio Caserta 4) precedentemente all'inchiesta che ha portato all'arresto dei fratelli Orsi, 7 anni fa alcuni di loro hanno subito minacce armate, e sono stati costretti a passare due anni e mezzo chiusi in una stanza senza poter lavorare. In altre situazioni hanno subito abbassamenti di livello illegittimi, nessun rispetto ne dei termini contrattuali ne dell'anzianità di servizio, e sopratutto si sono trovati discriminati ogni volta che hanno cercato di denunciare procedimenti illegali di stoccaggio e trattamento dei rifiuti, ed ogni volta che hanno preteso il rispetto delle regole di sicurezza sul lavoro.
Parlano dei mutui che non riescono a pagare, di come sia difficile portare a casa un poco di serenità per le loro famiglie, che, come ogni padre, vogliono proteggere ed onorare.

Assieme a Guidotti, escono Nicola Cerrone (Sindacato Azzurro), Vincenzo de Vincenzi (RDB), Antonio di Nardo (COBAS) e gli altri rappresentanti delle sigle riunite. Dall'altro lato del tavolo delle trattative c'erano il generale Morelli, il prefetto Reppucci, il dottor Nazzaro dello staff di Alberto Stancanelli, e l'avvocato di stato Figliolia, rappresentante diretto di Bertolaso.

La riunione è iniziata con l'invito, da parte della struttura del sottosegretariato, a mettere subito in chiaro che nessuna infiltrazione camorristica influenza le scelte di Palazzo Salerno. Si tratta naturalmente di rispondere allo striscione provocatorio di lunedì scorso, la cui scritta “W i Casalesi” ha rapidamente fatto il giro del web.

I rappresentanti spiegano che l'accusa non era rivolta al sottosegretariato, ma alle tante aziende private che raccolgono i subappalti da quelle pubbliche. Questo sistema, che già è stato più volte segnalato, purtroppo continua a funzionare in molti comuni ed aree della Campania. “Oggi abbiamo ufficialmente denunciato tutti gli imbrogli che sono stati fatti dal 1996” spiega Nicola Cerrone, “ed ora sta alla magistratura indagare”.

“Noi la camorra l'abbiamo sempre combattuta” dichiara Guidotti, che in prima persona ha subito la violenza della criminalità organizzata per la sua attività sindacale a Pianura.
“Siamo soddisfatti” aggiunge raccontando i risultati dell'incontro “Ci hanno assicurato che da subito partirà un provvedimento tampone per tutti e duemila i lavoratori a rischio, che entro dicembre saranno assorbiti dalle società provinciali.”

Il sottosegretariato seguirà l'attuazione del provvedimento, ed i sindacati contribuiranno alla stesura delle norme.

A sostegno di questo, saranno congelati gli attuali passaggi di cantiere presso le società private, un aspetto estremamente importante per arginare le infiltrazioni delle ecomafie, ma anche un provvedimento nel pieno rispetto dei regolamenti che vogliono che ai lavoratori pubblici sia riconosciuta la priorità nelle assunzioni in un settore in cui sono impiegati già da molti anni. “È importante sfatare il mito che i lavoratori di Napoli non abbiano voglia di lavorare” racconta Nicola Cerrone, “tutti quelli che sono stati spostati a Caserta hanno sempre ricevuto encomi per la qualità del loro impegno”.
“Restiamo sempre pronti a scattare” conclude Guidotti, “e teniamoci per mano, perché davvero adesso ci stiamo giocando tutto il nostro futuro”.