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31 dicembre 2009 - Napoli Chiaiano, autocompattaore giallo, emergenza rifiuti, Napoli, Italia, discarica di Chiaiano, rifiuti radioattivi, SIET No alla discarica nella cava Vitiello
scritto da redazione wasteemergency.com
Sono stati 7 i pareri contrari all'apertura di una discarica nella cava Vitiello a Terzigno, contro 6 pareri a favore. Ha dato un parere favore espresso l’assessorato regionale alla Sanità, mentre l’assessorato regionale all’Urbanistica, il Genio Civile, la Soprintendenza di Pompei, la Direzione generale dell’Arpac e l’Asl, in quanto assenti, hanno, di fatto, “sposato” la stessa linea. Contro la discarica hanno votato i comuni di Boscotrecase, Boscoreale e Torre Annunziata, il Parco Nazionale del Vesuvio, l’assessorato all’ambiente della Provincia, la Soprintendenza di Napoli ed il Comune di Terzigno. Si sono, invece, astenuti il Corpo Forestale dello Stato, l’Autorità di Bacino e la Direzione provinciale di Napoli dell’Arpa. Il risultato soddisfa a pieno il sindaco di Boscoreale, Gennaro Langella, che ha dichiarato: “Adesso che la questione torna sui tavoli politici chi dovrà decidere non potrà non tenere conto della compattezza dell’intero territorio”. Ma la prevalsa del parere negativo non cambia la sostanza, perche l'apertura di una megadiscarica nella cava Vitiello e' prevista dalla legge n.123/2008, e la "compattezza dell'intero territorio" non preoccupa di certo il Commissariato all'Emergenza Rifiuti, ne il Governo Italiano, che hanno gia dimostrato in passato, con l'apertura della discarica di Chiaiano, di sapere e potere usare la forza quando necessario. Quello che si e' creato ieri e' un contenzioso politico, un caso che il Governo Italiano dovra' sapere affrontare, dato che siamo in democrazia. In sostanza, se il Governo, tramite l'organo del Commissariato all'emergenza rifiuti, decide di tenere fede alla legge 123/2008, che, lo vogliamo ricordare, manda in deroga la direttiva europea 98/2008/CE che, lo dovra' fare contando sulle proprie forze, sicuro di se al punto da potere ignorare la volonta' di tre primi cittadini, eletti democraticamente, che rappresentano la volonta' del territorio.
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