Quanto vale l'emergenza rifiuti?
Una relazione del Geologo Franco Ortolani sul fenomeno emergenza rifiuti in Campania
16 maggio 10 - Napoli
scritto da Franco Ortolani, Ordinario di Geologia, Università di Napoli Federico II
Il Governo Italiano (Presidente del Consiglio Azeglio Ciampi) con la deliberazione del Consiglio dei Ministri del 11 febbraio 1994 ha dato l’avvio istituzionale all’operazione “Emergenza Rifiuti in Campania” dichiarando lo Stato di Emergenza nel settore dello smaltimento dei rifiuti solidi urbani nella Regione Campania. Diversi presidenti del Consiglio l’hanno gestita (Berlusconi dal 10 maggio 1994 al 17 gennaio 1995, dal 11 giugno 2001 al 23 aprile 2005, dal 8 maggio 2008 ad oggi; Dini dal1995 al 1996; D’Alema dal 1 ottobre 1998 al 25 aprile del 2000; Prodi dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008), Berlusconi con un decreto legge approvato dal Governo il 17 dicembre 2009 ne ha dichiarato la fine per legge.
L’ispirazione iniziale per avviare l’operazione, che si è rivelata piuttosto criminogena, in modo che fosse “protetta” giuridicamente, è stata fornita dalla legge 225 del 24 febbraio 1992 (Istituzione del servizio nazionale della protezione civile). Infatti lo “Stato di emergenza” ha autorizzato il Presidente del Consiglio dei Ministri di turno a ricorrere al “potere di ordinanza” avvalendosi di “un commissario delegato” al quale sono stati conferiti poteri straordinari da usare in deroga alle leggi vigenti. Questo è il “peccato originale” che è stato protratto per ben 15 anni dal momento che la legge 225 non indica la durata massima dello stato di emergenza ed è comprovato dal fatto che tutte le ordinanze dei vari Presidenti del Consiglio e dei vari Commissari di Governo di turno relative all’emergenza rifiuti iniziano sempre con la frase “Visto l’art. 5 della Legge 24 febbraio 1992, n. 225. Infattisolo se si verificano le condizioni previste all'articolo 2, comma 1, lettera c (tutelare la integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da calamità naturali, da catastrofi e da altri eventi calamitosi), il Consiglio dei Ministri può continuare a deliberare lo stato di emergenza, determinandone durata ed estensione territoriale in stretto riferimento alla qualità ed alla natura degli eventi.
Il primo Commissario di Governo è stato il Prefetto Umberto Improta (dal 11 febbraio 1994 al marzo 1996). Per 8 anni si sono succeduti nella carica governativa i governatori della Campania Antonio Rastrelli (dal marzo 1996 al 18 gennaio 1999), Andrea Losco (dal 18 gennaio 1999 al 10 maggio 2000) e Antonio Bassolino (dal 10 maggio 2000 al febbraio 2004). Negli ultimi 6 anni i Commissari di Governo sono stati: Corrado Catenacci, ex prefetto (dal 27 febbraio 2004 al 9 ottobre 2006), Guido Bertolaso, Capo della Protezione Civile Nazionale (dal 10 ottobre 2006 al 6 luglio 2007), Alessandro Pansa, Prefetto di Napoli ancora in carica (dal 7 luglio 2007 al 1 gennaio 2008), Gianni De Gennaro, Capo della Polizia (dal 11 gennaio 2008 al 26 maggio 2008), Guido Bertolaso, Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri con delega all'emergenza rifiuti in Campania (dal 21 maggio 2008 alla fine dell'emergenza imposta per legge il 17 dicembre 2009). Nei primi 4-5 anni i Commissari di Governo non hanno speso molto; dal 2000 circa le spese sono incrementate notevolmente. Di quanto? Probabilmente le cifre spese equivalgono all’importo di qualche manovra finanziaria dello Stato Italiano. Si tenga presente che i poteri speciali hanno consentito di usare i soldi pubblici disinvoltamente, senza dovere osservare le leggi dello Stato Italiano che sovrintendono alla spesa pubblica.
Ricapitolando, è assodato che l’Emergenza Rifiuti in Campania è stata Istituita dal Governo Italiano, è stata gestita da diversi governi, espressi da vari raggruppamenti partitici, sia mediante la nomina diretta di Commissari di Governo sia mediante il continuo finanziamento delle strutture commissariali sia mediante l’autorizzazione a usare le finanze pubbliche senza rispettare le normali leggi con i conseguenti vincoli; infine è stata dichiarata chiusa per legge sempre dal Governo Italiano. La diretta responsabilità del funzionamento dei Commissari di Governo, pertanto, è sempre stata dei Presidenti del Consiglio di turno. Se dopo 15 anni di costose attività non è stato risolto il problema la responsabilità è solo dei Governi che si sono succeduti.
Alcuni giorni fa la delegazione della commissione bicamerale d'inchiesta sugli illeciti connessi al ciclo di rifiuti ha effettuato sopralluoghi nei siti delle discariche di Ferrandelle, San Tammaro e Villa Literno e una serie di audizioni con i prefetti di Napoli e Caserta, con il procuratore capo di Napoli Giandomenico Lepore e il suo collega di Santa Maria Capua Vetere Corrado Lembo. Pecorella, presidente della commissione, ha affermato che "C'è una sacca illegale nella quale c'è la criminalità ma anche all'interno del sistema legale c'è la presenza permanente di comportamenti illegali, dunque non è soltanto la criminalità esterna a inquinare il ciclo dei rifiuti". ''Nei due giorni di permanenza a Caserta abbiamo avuto la conferma di una situazione che complessivamente è da considerare da disastro ambientale''. Qualche componente della commissione ha affermato "Nemmeno un euro in più dal governo centrale per la questione dei rifiuti in Campania”.
Sbaglio o le affermazioni dei membri della commissione equivalgono al riconoscimento che per 15 anni i Governi Italiani hanno tenuto in vita e finanziato profumatamente una specie di “struttura deviata”? Certamente non per risolvere i problemi dei cittadini campani né per tutelare l’ambiente e le risorse naturali di importanza strategica né per garantire la piena occupazione, la tutela degli ecosistemi e della biodiversità. Ma allora, sempre secondo la commissione, i cittadini campani rappresentano la parte lesa dell’operazione “emergenza rifiuti”? Ma allora, forse, c’è chi ha guadagnato “bipartisanamente” illegalmente?
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